“El que ama su vida la destruye, y el que desprecia su vida en este mundo la conserva para la vida eterna.” (Jn 12, 25)

"In verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto." Gv 12, 24

“Em verdade eu vos digo: se o grão de trigo não e cai na terra e morre, permanece sozinho, mas se morre, produz muito fruto.” Jo 12, 24

Hno. Mariosvaldo Florentino

Marzo - Viernes 20

Gotas de Paz – 643

En nuestro itinerario rumbo a la Pascua del Señor, en el V Domingo de la Cuaresma, el evangelio nos llama la atención sobre el uso de nuestra vida. La propuesta de Dios es aquella que fue vivida plenamente por Jesucristo, esto es, entrega total de sí mismo a los demás.

Las palabras del evangelio son fuertes y desconcertantes: “el que ama su vida la destruye”. Es claro que debemos entender qué quiere decir Jesús con estas palabras, para no mal interpretarlas. Existen muchas personas que sólo piensan en sí mismas, son absolutamente egoístas e incapaces de reconocer las necesidades de los demás. Son personas que piensan que todo el mundo fue hecho para girar a su alrededor, que todos deben hacer su voluntad, que es la única que tiene razón en todas las cosas, que sólo sus sentimientos necesitan ser respetados, o que todos deben ayudar en la realización de sus proyectos... Pero Jesús desmarcará esta lógica del mundo, que es engañadora e ilusoria. Quien ama su vida de este modo, está equivocado, y se está destruyendo. Son tantos los que no quieren asumir compromisos para no tener “dolor de cabeza”. Los que no hablan la verdad para conservarse. Los que piensan que ropas lindas o joyas preciosas o maquillajes son capaces llenar el corazón de armonía y de paz. Los que creen que los otros no pasan de instrumentos en sus manos. Nada de esto puede traer la felicidad. La advertencia de Jesús es clara: están destruyendo sus vidas. El efecto es justamente contrario a lo que podría parecer.

Por otro lado Jesús dice: “el que desprecia su vida en este mundo la conserva para la vida eterna.” Esto es: quien sabe compartir, quien sabe decir sí a los demás, quien gasta su tiempo para buscar los medios que otros necesitan, quien ama y valora a los hermanos y trata de servirlos aun cuando sólo tiene desventajas, quien sabe renunciar a sí mismo para poder darse, éstas sí son personas plenas. Son personas que gastan sus vidas por los demás, que tienen detrás de un rostro –tal vez cansado– una mirada profunda y contenta de quien sabe que escogió lo mejor.

Como nos dice un filosofo “la puerta de la felicidad sólo abre hacia fuera.” Es inútil querer abrirla hacia nosotros mismos.

Por eso, en este tiempo de reflexión y de cambio de vida, debemos preguntarnos muy seriamente: ¿como soy? ¿Vivo más para mi mismo o vivo más para los demás? Existen personas que viven muy egoísticamente pero alguna vez hacen una obra de caridad con alguna cosa que sobra o ayudan a algún necesitado. Esto es no hacer nada. Esto no es suficiente para decirse que ya se es cristiano. Es como dar una aspirina a un enfermo de cáncer, no le hace nada. O –aun peor– cuando la motivación de la caridad es tan sólo para ser notado y alabado por los demás. Esto sí que es puro egoísmo.

Por otro lado, muchas veces, aun teniendo una vida totalmente entregada a los demás (que pueden ser a los pobres, pero también los hijos, el esposo, la esposa, los compañeros de trabajo....) a veces acontece que se nos escapan gestos o actos egoístas. Pero estos actos serán periféricos y no anulan la gran mayoría de las obras buenas. Ciertamente eso, Dios con gusto lo perdona y nos ofrece auxilio para vencerlo.

Jesús es la prueba de que solamente vence en esta vida quien confía y se entrega al servicio de los demás. Nadie es tan grande como aquel que sirve. ¡Que Dios nos ayude!

El Señor te bendiga y te guarde,

El Señor te haga brillar su rostro y tenga misericordia de ti.

El Señor vuelva su mirada cariñosa y te de la PAZ.

Hno. Mariosvaldo Florentino, capuchino

Gocce di Pace - 413

Siamo già nella V domenica di Quaresima e pian pianino ci stiamo avvicinando ai momenti culminanti della vita terrena di Gesù che sono per noi il tempo centrale della nostra storia di salvezza. Tutti coloro che vogliono essere davvero cristiani devono ispirarsi nella vita di Gesù Cristo, proprio perché possano conformarsi a Lui. In realtà è la sua vita, le sue parole, i suoi atteggiamenti, che devono trasformarci modellandoci alla Sua immagine.

Gesù sa che sta arrivando l'ora di confrontarsi con le forze di questo mondo. Egli sente che molte persone attaccate al potere o alle tradizioni non lo sopportano e, ormai, stanno cercando il modo di eliminarlo. Egli riconosce che sta arrivando il momento di portare alle ultime conseguenze la sua proposta di amore, di perdono, di donazione gratuita, di servizio...

Sta arrivando il momento decisivo della sua vita e, come tutte le persone che devono prendere una grande decisione, egli si sente avvolto nell'angoscia e nella paura, perché ogni decisione significa, allo stesso tempo, rinuncia e, conseguentemente, anche dolore. È allora che Gesù si ricorda: "se il chicco di grano caduto a terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto". Realmente nel chicco di grano possiamo trovare questa grande verità delle nostre vite: se vogliamo preservarci egoisticamente, ci roviniamo e ci perdiamo, ma se ci doniamo, se ci consumiamo per gli altri, allora miracolosamente cresciamo e scopriamo quello che è la vita.

Se il chicco di grano è conservato in un vaso, egli dopo un tempo si asciugherà completamente e perderà la vita, o sarà rovinato dalla muffa, ma se egli è stato seminato nella terra, certamente morrà, si perderà, ma dalla sua morte sorgerà una nuova vita che produrrà molti frutti.

Gesù riconosce che la sua vita stava in pericolo;

sapeva che poteva rifugiarsi in altri posti;

sapeva che avrebbe potuto impegnarsi a non fare più miracoli e a non predicare più alla gente ed essere così lasciato in pace;

sapeva che era in possesso del potere di distruggere anticipatamente quelli che gli volevano fare del male.

Ma, Egli, sapeva anche che il pericolo era la conseguenza della sua coerenza di vita;

sapeva che fuggire per proteggersi era una contraddizione con quello che Egli predicava;

sapeva che rinunciare alla sua verità e alla sua carità era falsarsi;

sapeva che distruggere gli altri per proteggersi era diventare uguale ad essi nella malvagità.

Per questo motivo egli continua la sua strada verso Gerusalemme, pur intuendo tutto quello che gli sarebbe successo là.

Sappiamo che questo discorso sembra molto strano ai nostri giorni, principalmente perché viviamo nel mondo delle agevolazioni, dove impera la legge del minore sforzo, delle raccomandazioni e dei privilegi ad ogni costo. Tutti siamo ubriacati dalla cultura che pensa sempre, in primo luogo, ai nostri propri vantaggi. Viviamo cercando sempre la maggiore comodità personale. Siamo specialisti nel difendere i nostri "diritti", e nel presentare tutte scuse.

Ai nostri giorni, parole come rinuncia, penitenza, correzione, sacrificio, donazione gratuita, astinenza, disciplina, fedeltà, obbedienza, perdono sincero, umiltà, feriscono il udito, ci fanno male e crediamo che siano realtà antiquate e superate.

Esiste oggi un'ideologia della vita facile che ci promette col minimo sforzo, tutte le delizie e ciò ci sta distruggendo dal nostro interno. Sono molti oggi coloro che non sono capaci di portare avanti gli studi perché questi hanno molte esigenze; o sognano di essere atleti ma non sopportano gli esercizi e la disciplina; molti sperano di essere felici nel matrimonio, ma sono incapaci di autentica collaborazione, di dialogo, di fedeltà e di perdono; molti vogliono crescere nel lavoro, ma non hanno perseveranza e né impegno; vogliono essere genitori o madri ma senza assumere la responsabilità che questo implica; tale cultura “del tutto facile” sta rovinandoci.

Più che mai le parole di Gesù trovano un forte senso: "chi vuole preservare la propria vita la distrugge, ma chi la dona, la conserva..."

In questa domenica certamente questa è la domanda che Gesù ci fa: che cosa stai facendo della tua vita? Sei molto preoccupato solo di te stesso, delle tue cose, delle tue comodità... o sei anche capace di fare una rinuncia per il bene degli altri? Sei un chicco di grano disposto a morire per dare la vita, o pensi di conservarti e morire sterile?

È incredibile, ma quanto meno siamo incapaci di vincere noi stessi, tanto più affondiamo e ci roviniamo. E' davvero libero chi vince se stesso.

Il Signore vi benedica e vi protegga,

Il Signore faccia risplendere il suo viso su di voi e vi doni la sua misericordia.

Il Signore volga il suo sguardo affettuoso su di voi e vi doni la sua Pace.

Fra Mariosvaldo Florentino, cappuccino

Gotas de Paz – 603

Estamos já no V Domingo da Quaresma, devagar estamos nos aproximando dos momentos culminantes da vida terrena de Jesus que é para nós o mistério central da nossa história de salvação. Todos os que querem ser cristãos devem inspirar-se na vida de Jesus Cristo, para que aos poucos possam conformar-se a Ele. De fato é Ele, sua vida, suas palavras, suas atitudes, que devem transformar-nos modelando-nos a Sua Imagem.

Jesus sente que está chegando a hora de enfrentar-se com as forças deste mundo. Ele percebe que muitas pessoas muito ligadas ao poder ou as tradições já não o suportam e estão buscando um modo para eliminar-lo. Ele reconhece que está chegando o momento de levar às ultimas conseqüências a sua proposta de amor, de perdão, de doação gratuita, de serviço…

Está chegando o momento decisivo de sua vida. E, do mesmo modo como todas as pessoas quando tem que tomar uma grande decisão, ele se sente cheio de angustia e medo, porque toda decisão significa igualmente uma renuncia e, conseqüentemente, alguma dor. É nesse contexto que Jesus se recorda : «se o grão de trigo não e cai na terra e morre, permanece sozinho, mas se morre, produz muito fruto». Realmente no grão de trigo podemos encontrar esta grande verdade que nos ilumina: se queremos preservar-nos egoisticamente, nos arruinamos e nos descompomos, mas se nos doamos, se nos gastamos pelos demais, então milagrosamente crescemos e descobrimos o que significa verdadeiramente viver.

Se o grão de trigo é conservado numa vasilha , ele depois de um tempo se secará completamente e perderá a vida, ou então será estragado pelo mofo, mas se ele é semeado na terra, certamente morrerá, o seu ser de grão será destruído, mas surgirá uma nova vida com muitos frutos.

Jesus sabia que sua vida estava em perigo;

sabia que poderia fugir para outros lugares;

sabia que poderia comprometer-se em não fazer mais milagres e não pregar mais publicamente e assim o deixariam em paz;

sabia que ele tinha até mesmo o poder de destruir antecipadamente os que o queriam fazer mal.

Mas, Ele sabia também que o perigo era conseqüência de sua coerência de vida;

sabia que fugir para proteger-se era una contradição com o que Ele ensinava;

sabia que renunciar a sua verdade e sua caridade era desfigurar-se;

sabia que destruir aos outros para proteger-se era fazer-se igual a eles na maldade.

Por isso ele continua seu caminho para Jerusalém, ainda intuindo todo o que se passaria lá.

Sabemos que este discurso parece muito estranho em nossos dias, principalmente porque vivemos num mundo de facilidades, onde impera a lei do menor esforço, das facilidades e dos privilégios a todo custo. Todos estamos embriagados desta cultura que sempre pensa primeiro em nossas próprias vantagens. Vivemos buscando sempre a maior comodidade pessoal. Somos especialistas em defender nossos “direitos”, e ainda mais em apresentar desculpas que nos protegem.

Em nossos dias, palavras como renuncia, penitência, correção, sacrifício, doação gratuita, abstinência, disciplina, fidelidade, obediência, perdão sincero, humildade, nos chocam ao ouvido, nos fazem mal, pois cremos que são coisas antiquadas e superadas.

Existe hoje uma ideologia da vida fácil, que prometendo-nos com mínimo esforço todas as delícias. Isto nos está destruindo a partir do nosso interior. São muitos hoje os que não são capazes de levar adiante os estudos pelas exigências que se fazem; ou sonham em ser atletas mas não agüentam os exercícios e a disciplina; muitos esperam ser felizes no matrimonio, mas são incapazes de autêntica colaboração, de diálogo, de fidelidade e de perdão; muitos querem crescer num trabalho, mas não tem perseverança nem empenho; querem ser pais ou mães mas sem assumir a responsabilidade que isso implica: tal cultura “do tudo fácil” nos está arruinando.

Mais que nunca as palavras de Jesus encontram hoje um forte sentido: «quem quer preservar sua vida a destrói, mas quem a doa, a conserva ...»

Neste domingo certamente esta é a pergunta que Jesus nos faz: O que estás fazendo com a tua vida? Estás muito preocupado contigo mesmo, com tuas coisas, com tuas comodidades… ou és capaz de fazer uma renuncia para bem dos demais? és um grão de trigo disposto a morrer para dar a vida, ou pensas de conservar-te e morrer estéril?

É incrível, mas quando menos somos capazes de vencer-nos a nós mesmos, mais afundamos, mais nos arruinamos. Somente é verdadeiramente livre quem já venceu a si mesmo.

O Senhor te abençoe e te guarde,

O Senhor faça brilhar sobre ti o seu rosto e tenha misericórdia de ti.

O Senhor mostre o seu olhar carinhoso e te dê a PAZ.

Frei Mariosvaldo Florentino, capuchinho.

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