Ser apóstoles de Cristo

"Il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. (...) Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano,e dite loro: E' vicino a voi il regno

"Depois disso, o Senhor escolheu outros setenta e dois discípulos e os enviou de dois a dois diante dele, a todas as cidades e lugares onde ele deveria ir. (...) Em toda cidade que entrarem e os acolherem, comam do que vos servirem, curem seus enfermos e digam ao povo: o Reino de Deus chegou a vós.

Hno. Mariosvaldo Florentino

Julio - Domingo 03

"Después de esto, el Señor eligió a otros setenta y dos discípulos y los envió de dos en dos, delante de él, a todas las ciudades y lugares adonde él debía ir. (...) En toda ciudad que entren y los acojan, coman lo que les sirvan, sanen sus enfermos y digan a ese pueblo: El Reino de Dios ha llegado a ustedes." (Lc 10, 1.8-9)

En la semana pasada hemos reflexionado sobre el seguimiento de Cristo, en este domingo la Iglesia nos presenta el ideal de la misión. Uno es consecuencia del otro. Las palabras discípulo y apóstol pueden ayudarnos a comprender mejor. Discípulo significa aquel que aprende, aquel que sigue. Apóstol significa aquel que es enviado. Así: un discípulo de Cristo es un alumno (seguidor) de él, y un Apóstol de Cristo, es un enviado de él.

Si en la semana pasada hablamos de algunos aspectos del ser discípulo, hoy el evangelio nos habla de las características del Apóstol. En primer lugar el enviado, no puede el mismo darse este encargo, necesita ser enviado de alguien. Es Dios quien elige de entre sus discípulos aquellos que el desea enviar. Por eso ningún misionero lo es en nombre propio, pero lo hace en nombre de quien lo ha enviado. Es muy importante que el misionero sepa que no debe anunciarse a si mismo, que él es un instrumento, un portavoz y por eso debe estar muy atento de mantener la pureza del mensaje, sin contaminarlo con sus prejuicios o con sus ideas personales. Ser un Apóstol es muy exigente, pues requiere mucha humildad y docilidad a la voluntad de quien envía y un cuidado muy grande para no usurparle el puesto.

En un cierto modo el Apóstol es llamado a no perder jamás la actitud de discípulo. Para evitar los peligros, el Señor los envía de dos en dos. El ideal cristiano del Apostolado no es solitario. Para la misión es muy importante la presencia del otro. El será apoyo y compañía, pero también fuente de discernimiento y de confronto, necesario para no salir del camino. Los dos se completaran para el bien de la misión.

El misionero es llamado a ir a la frontera del cristianismo, esto es a los lugares donde el Señor aun no ha llegado. Estos pueden ser lugares muy distantes, pero también gente muy cercana, que aun no ha aceptado la presencia de Cristo. Cada uno debe estar atento a descubrir donde es "su tierra de misión": la propia familia, el lugar de trabajo, la comunidad parroquial, otras regiones del país, u otros países y hasta otros continentes.

Después Jesús da algunas instrucciones: estar atentos con los lobos, no llevar nada, no buscar a conocidos... "comer de lo que les sirvan". El misionario debe ser consciente de que quien lo envió no lo dejará solo, y la prueba de esta confianza es abandonarse a su providencia. Un Apóstol que se preocupa con lo que irá comer en la misión, o como va a defenderse, o con otras cosas de este género, aun no entendió que significa ser un misionero cristiano.

También en esto "coman de lo que les sirvan" podemos encontrar un buen principio de intercambio cultural. El misionario debe estar dispuesto a vivir la vida de donde él va sin exigencias, debe entrar con las costumbres de su nueva casa. Esta es la llave para llegar al corazón de quien le acoge. Jesucristo prometió que acompañaría la predicación de sus apóstoles, con signos para que la gente crea. Por eso, una de las misiones del Apóstol es "sanar a los enfermos", señal de la compañía de Cristo. Es claro que este sanar puede tener muchos sentidos: como sanar la ceguera de la gente que no ve sus pecados, o que no reconoce la gracia y el amor de Dios. Pero sin dudas será también sanar físicamente las personas. El Señor no deja jamás que la Palabra sea proclamada, sin que él realice maravillas en su pueblo.

Al final Jesús indica el contenido de la predicación: "digan a ese pueblo: El Reino de Dios ha llegado a ustedes." La presencia del misionero, la buena noticia de Jesús predicada, las sanaciones intervenidas por Dios, serán todas señales de que el Reino de Dios se hace presente allí.

Hermanos recemos por los misioneros, para que sean fieles a quien les envió, pero también pidamos que el Señor envíe muchos más, pues la "cosecha es mucha, y los obreros son pocos".

El Señor te bendiga y te guarde,

El Señor te haga brillar su rostro y tenga misericordia de ti.

El Señor vuelva su mirada cariñosa y te dé la PAZ.

Nella settimana scorsa abbiamo riflettuto sul significato di seguire Cristo, in questa domenica la Chiesa ci presenta l'ideale della missione. Uno è la conseguenza dell'altro. Le parole discepolo ed apostolo possono aiutarci a comprendere meglio. Discepolo significa quello che impara, quello che segue. Apostolo significa quello che è inviato. Così: un discepolo di Cristo è un alunno, seguace di lui, ed un Apostolo di Cristo, è un inviato da lui.

La settimana scorsa abbiamo parlato di alcuni aspetti dell'essere discepolo, oggi vediamo quello che il vangelo ci dice sulle caratteristiche dell'Apostolo. In primo luogo l'inviato, contrariamente, non può egli stesso darsi questo incarico, necessita di essere inviato da qualcuno. È Dio che sceglie tra i suoi discepoli quelli che egli desidera inviare. Per questo motivo nessun missionario lo è in nome proprio, ma lo fa a nome

di chi l'ha inviato. È molto importante che il missionario sappia che non deve annunciarsi a se stesso, che egli è uno strumento, un portavoce e per questo motivo deve stare molto attento a mantenere la purezza del messaggio, senza inquinarlo con i suoi pregiudizi o con le sue idee personali.

Essere un Apostolo è molto esigente, perché richiede molta umiltà e docilità alla volontà di chi invia ed un'attenzione molto grande per non usurpare il suo posto. In un certo modo l'Apostolo è chiamato a non perdere mai l'atteggiamento di discepolo. Per evitare i pericoli, il Signore li invia a due a due. L'ideale cristiano dell'Apostolato non è solitario.

Per la missione è molto importante la presenza dell'altro. Egli sarà appoggio e compagnia, ma anche fonte di discernimento e di confronto, necessario per non uscire dalla strada. I due si completano per il bene della missione. Il missionario è chiamato ad andare alla frontiera del cristianesimo, questo è ai posti dove il Signore nonostante tutto non è arrivato. Questi possono essere posti molto distanti, ma si può trattare anche di gente molto vicina che non abbia accettato la presenza di Cristo. Ognuno deve essere attento a scoprire dove è "la sua terra di missione": la propria famiglia, il posto di lavoro, la comunità parrocchiale, altre regioni del Paese, o altri Paesi e fino ad altri Continente.

Poi Gesù dà alcuni istruzioni: stare attenti ai lupi, non portare niente con sé, non parlare con gli sconosciuti... mangiare quello che vi "sarà messo dinanzi". Il missionario deve essere cosciente che chi lo ha inviato non lo lascerà solo, ed è in virtù di questa fiducia che deve abbandonarsi alla sua provvidenza. Un Apostolo che si preoccupa di quello che mangerà durante la missione, o come si difenderà, o altre cose del genere, non può capire che cosa significa essere un missionario cristiano.

Anche in questo mangiare di quello che "vi sarà messo innanzi", possiamo trovare un buon principio di disponibilità. Il missionario deve essere disposto a vivere la vita dovunque egli vada, senza esigenze, deve entrare nelle abitudini della sua nuova casa. Questa è la chiave per arrivare al cuore di chi l'accoglie. Gesù Cristo promise che avrebbe accompagnato la predicazione dei suoi apostoli con segni affinché la gente credesse. Per questo motivo, una delle missioni dell'Apostolo è "guarire" i malati, segno della compagnia di Cristo. È chiaro che questo guarire può avere molti sensi: come guarire la cecità della gente che non vede i propri peccati, o che non riconosce la grazia e l'amore di Dio.

Ma senza dubbio sarà anche guarire fisicamente le persone. Il Signore non lascia mai che la Parola sia conclamata senza che egli realizzi meraviglie nel suo Paese. Alla fine Gesù indica il contenuto della predicazione: "dicano a quelli del Paese: "E' vicino a voi il regno di Dio."La presenza del missionario, la buona notizia di Gesù predicata, le guarigioni operate da Dio, saranno tutti segnali che il Regno di Dio

diventa presente lì.

Fratelli preghiamo per i missionari, affinché siano fedeli a chi li ha inviati, ma chiediamo anche che il Signore ne invii molti perché il "raccolto è molto, e gli operai sono pochi

Il Signore vi benedica e vi protegga,

Il Signore faccia risplendere il suo viso su di voi e vi doni la sua misericordia.

Il Signore volga il suo sguardo su di voi e vi doni la sua Pace.

"Depois disso, o Senhor escolheu outros setenta e dois discípulos e os enviou de dois a dois diante dele, a todas as cidades e lugares onde ele deveria ir. (...) Em toda cidade que entrarem e os acolherem, comam do que vos servirem, curem seus enfermos e digam ao povo: o Reino de Deus chegou a vós. (Lc 19, 1.8-9)

Na semana passada refletimos sobre o seguimento de Cristo. Neste domingo a Igreja nos apresenta o ideal da missão. Uma coisa é conseqüência da outra. As palavras discípulo e apóstolo, podem nos ajudar a compreender melhor esta realidade. Discípulo significa aquele que aprende, aquele que segue. Já apóstolo significa aquele que é enviado. Assim, um discípulo de Cristo é um aluno (seguidor) e um apostolo de Cristo é um enviado.

Na semana passada falamos de alguns aspectos do ser discípulo, hoje, o evangelho nos fala das características do apóstolo. Em primeiro lugar, o enviado não pode dar a si mesmo este cargo, necessita ser enviado por alguém. É Deus quem elege dentre os seus discípulos aqueles que Ele deseja enviar. Por isso, ninguém pode ser missionário em nome próprio, mas o faz em nome daquele que o enviou. É muito importante que o missionário saiba que não pode anunciar a si mesmo, pois ele é um instrumento, um porta voz e por isso, deve estar muito atento de manter a pureza da mensagem, sem contamina-la com seus preconceitos ou com suas idéias pessoais. Ser um apóstolo é muito exigente, pois requer muita humildade e docilidade à vontade de quem envia e cuidado muito grande para não usurpar-lhe o posto.

Em um certo modo o apóstolo é chamada a não perder jamais a atitude de discípulo. Para evitar os perigos, o Senhor nos envia de dois em dois. O ideal cristão do apostolado não é solitário. Para a missão é muito importante a presença do outro. Ele será apoio e companhia, mas também fonte de discernimento e de confronto, necessários para nos manter no caminho. Os dois se completam para o bem da missão.

O missionário é chamado a ir até as fronteiras do cristianismo, isto é, aos lugares onde o Senhor "ainda não chegou". Podem ser lugares muito distantes, mas também pessoas muito próximas que ainda não aceitaram a presença de Cristo. Cada um deve estar atento a descobrir onde é "sua terra de missão": a própria família, o lugar de trabalho, a comunidade paroquial, outras regiões do pais, outros paises e até mesmo outros continentes.

Depois Jesus da algumas instruções: estar atentos com os lobos, não levar nada, não buscar a conhecidos... "comer do que vos servirem". O missionário deve ser consciente de que quem o enviou não o deixará só, e a prova desta confiança é abandonar-se a sua providência. Um apóstolo que se preocupa com o que irá comer na missão, ou como irá defender-se, ou com outras coisas deste gênero, ainda não entendeu o que significa ser um missionário cristão.

Também neste "comam do que vos servirem" podemos encontrar um bom princípio de inculturação. O missionário deve estar aberto a viver a vida do lugar onde ele vai sem fazer exigências, deve entrar nos costumes de sua nova casa. Esta é a chave para chegar ao coração de quem o acolhe. Jesus Cristo prometeu que acompanharia a pregação de seus apóstolos com sinais para que as pessoas possam crer. Por isso, uma das missões do apóstolo é "curar os enfermos", sinal da companhia de Cristo. É claro que este sanar pode ter muitos sentidos: como curar a cegueira da gente que não vê seus pecados, ou que não reconhece a graça e o amor de Deus. Mas, sem dúvida, será também curar fisicamente as pessoas. O Senhor não deixa jamais que a Palavra seja proclamada, sem que Ele realize maravilhas em seu povo.

Por fim, Jesus indica o conteúdo da pregação: "digam ao povo: o Reino de Deus chegou no meio de vós." A presença do missionário, a pregação da boa noticia de Jesus, as curas operadas por Deus, serão todos sinais de que o Reino de Deus se faz presente ali.

Irmãos e irmãs, rezemos pelos missionários, para que sejam fieis a quem os enviou, mas também peçamos que o Senhor envie muitos outros, pois a "messe é grande, mas os operários são poucos."

O Senhor vos abençoe e vos guarde,

O Senhor faça brilhar a vossa face e tenha misericórdia de vós.

O Senhor volva seu olhar carinhoso e vos dê a PAZ.

Videos

Testimonios

Pedidos de Oración

Actividades Conventuales