“Mi mandamiento es éste: Ámense unos con otros como yo los he amado. No hay amor más grande que éste: dar la vida por sus amigos.” Jn 15, 12-13

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.» Gv 15, 12-13

“O meu mandamento é este: Que vos ameis uns aos outros, assim como eu vos amei. Não existe maior amor do que dar alguém a sua vida pelos seus amigos..” Jo 15, 12-13

Hno. Mariosvaldo Florentino

Mayo - Viernes 08

Gotas de Paz – 650

Muchas veces hablamos del amor en un modo muy superficial. En nuestros días esta palabra perdió mucho de su fuerza y se llama amor hasta a un simple y pasajero sentimiento…algunos llaman amor incluso hasta a una ocasional relación sexual.

Seguramente no es de este tipo de amor que hoy nos quiere hablar Jesús. Él nos propone el AMOR en su sentido pleno, con toda su fuerza, con toda su exigencia.

Nosotros ya conocemos la formula: “Ama a tu prójimo como a ti mismo.” Esta era la segunda parte del mandamiento más importante del Antiguo Testamento. Jesús está de acuerdo con esta propuesta. Ya es sin dudas una gran cosa amar a nuestro prójimo del mismo modo como nos amamos a nosotros mismos y hacerle a él exactamente como queremos que nos hagan a nosotros; tratarlo con el mismo respecto que queremos ser tratados; y ofrecerle a él las mismas posibilidades que tenemos nosotros.

Llegar a este grado de amor por los demás es una gran victoria sobre nuestro egoísmo, y esto no siempre es muy fácil. En nuestra vida cotidiana este amor se revela en cosas muy sencillas tales como no buscar tener ventajas sobre los demás. Un ejemplo muy concreto es respetar una fila, sin buscar pasar adelante de nadie: así como a mí no me gusta que nadie se meta por delante porque es injusto, tampoco yo tengo el derecho de hacerlo. Lo mismo en los trabajos que tenemos que hacer, en las responsabilidades civiles, en el tráfico, en la mesa...

Amar a los demás como nos amamos a nosotros mismos, de modo muy sencillo, significa preguntarse siempre: “esto que estoy por hacer, si otro lo hiciera, ¿cómo me sentiría?” Y también delante de las equivocaciones del otro preguntarse: “¿y se fuera yo el equivocado, cómo me gustaría que me tratasen?” Estoy seguro de que si conseguimos vivir esta propuesta de “amar a los demás como nos amamos a nosotros mismos” el mundo sería muy diferente. Palabras como: “ya no se puede confiar más en nadie!”; “quien puede más, llora menos!”; “el mundo es de los expertos!” perderían el sentido.

En el fondo, este mandamiento tiene sus raíces en la igualdad de todas las personas y la necesidad de respetar a todo… y es la base de la convivencia social.

Todavía, como si no bastara la exigencia de este mandamiento: “Ama a tu prójimo como a ti mismo”, Jesús resucitado lo renueva y lo deja aun más exigente: “Ámense unos con otros como yo los he amado.” El criterio del amor no es más nosotros mismos. Ahora es Él, que fue capaz de dar su propia vida por nosotros, quien se transforma en el criterio del amor cristiano.

Jesucristo nos amó más que a sí mismo y por eso fue capaz de dar su vida. Él, por amor hacia nosotros, no hizo caso a la justicia y aun sin tener siquiera un pecado, aceptó ser condenado y muerto, para librarnos de la culpa.

Por eso, como lo hizo Él, también nosotros, que nos llamamos cristianos, debemos hacer. Debemos amar a los demás, más de lo que nos amamos a nosotros mismos. Al cristiano no basta amar al prójimo como a sí mismo, es necesario amarlo como Jesús nos amó. En lo concreto esto significa, para usar el mismo ejemplo, no sólo respetar la fila sin buscar pasar a nadie sino que ser capaz de dar nuestro puesto a una persona que llegó después e ir al último lugar. Es ser capaz no sólo de dividir en partes iguales sino de dar la mejor parte al otro. Es ser capaz de hacer el bien a quien te hizo el mal. Es ser capaz de ayudar a quien te lastimó. Es ser capaz de perdonar a quien gratuitamente te ofendió.

Yo sé que esto es muy difícil. Yo mismo estoy aun muy lejos de conseguir vivir de este modo. Pero ¡no puedo callarme! Estoy convencido que este es el ideal de Jesucristo, y todos nosotros que queremos ser verdaderos cristianos tenemos que buscar concretizarlo.

Pienso que la única posibilidad que tengo para poder realizar este ideal de “amar a los demás como Jesucristo me amó” es dejándome contagiar por Él. Es escuchando atentamente su palabra, pidiendo continuamente que su Espíritu actúe en mi vida, participando siempre de la Eucaristía, recibiendo su cuerpo y su sangre, esforzándome cotidianamente por vencer mi egoísmo hasta en las pequeñas cosas y preguntándome siempre: ¿en mi lugar qué haría Jesús? (Que gran cambio: ahora la pregunta no es más ¿Qué me gustaría que me hagan?, sino qué haría Jesús?)

Creo que solamente así, despacito, acontecerá con nosotros lo mismo que con Pablo y podremos decir: “Ya no soy yo quien vivo, es Cristo que vive en mí.”

El Señor te bendiga y te guarde.

El Señor te haga brillar su rostro y tenga misericordia de ti.

El Señor vuelva su mirada cariñosa y te dé la PAZ.

Hno. Mariosvaldo Florentino, capuchino

Gocce di Pace - 267

Molte volte parliamo dell'amore in un modo molto superficiale. Oggi questa parola ha perso molto della sua forza e si chiama “amore” addirittura un semplice e passeggero sentimento oppure anche un'occasionale relazione sessuale.

Sicuramente non è di questo tipo di amore che oggi ci vuole parlare Gesù. Egli ci propone l'Amore nel suo senso pieno, con tutta la sua forza, con tutta la sua esigenza.

Noi conosciamo già la frase: "Ama il prossimo tuo come a te stesso." Questa era la seconda parte del comandamento più importante dell'Antico Testamento. Gesù è d’accordo con questa proposta. È già senza dubbio una grande cosa amare il nostro prossimo allo stesso modo di come amiamo noi stessi e fargli esattamente quello vogliamo che venga fatto a noi; trattarlo con lo stesso rispetto con cui vogliamo essere trattati ed offrirgli le stesse possibilità che abbiamo noi.

Avere questo grado di amore per gli altri è una grande vittoria sul nostro egoismo, e questo non è sempre molto facile. Nella nostra vita quotidiana questo amore si rivela in cose molto semplici, come ad esempio cercando di non avere vantaggi sugli altri. Un esempio molto concreto è quello di rispettare una fila, senza cercare di passare davanti a nessuno: come non mi piace che nessuno si metta davanti perché è ingiusto, anche io non ho il diritto di farlo. La stessa cosa nei lavori che dobbiamo fare, nelle responsabilità civili, nel traffico, nella mensa ...

Amare gli altri come amiamo noi stessi, in modo molto semplice, significa domandarsi sempre: "questo che sto per fare, se un altro lo facesse a me, come mi sentirei?" Ed anche davanti alle incomprensioni dell'altro, domandarsi: "e se fossi io a non comprendere bene, come vorrei essere trattato?" Sono sicuro che quando riusciremo a vivere questa proposta di "amare gli altri come noi stessi", il mondo sarà già molto differente. Parole come: “ormai non ci si può più fidare di nessuno!"; "chi può di più, piange di meno!"; "il mondo è degli esperti!" perderebbero il senso.

In fondo questo comandamento è radicato nell'uguaglianza di tutte le persone e nella necessità di rispettare tutti. Esso è il fondamento della convivenza sociale.

Ancora, se non bastasse l'esigenza di questo comandamento: "Ama il prossimo tuo come te stesso", Gesù risorto lo rinnova e lo lascia ancora più esigente. Il nuovo comandamento è: "Amatevi gli uni gli altri, come io vi ho amati." Il criterio dell'amore non siamo più noi stessi. Ora, Egli, che è stato capace di dare la sua vita per noi, è colui che si trasforma nel criterio dell'amore cristiano.

In fatti, Gesù Cristo ci ha amato più di sé stesso e così è stato in grado di dare la sua vita. Egli per amore verso di noi non ha fatto caso alla giustizia e, benché fosse senza peccato, ha accettato di essere condannato ed è morto per liberarci dalla colpa.

Per questo motivo, anche noi, che ci chiamiamo cristiani, dobbiamo fare come ha fatto Lui. Abbiamo bisogno di amare gli altri più di quanto amiamo noi stessi. Al cristiano non basta amare il prossimo come se stesso, è necessario amarlo come Gesù ci ha amati. In concreto questo significa, per usare lo stesso esempio, che non solo si deve rispettare la fila senza cercare di passare davanti a nessuno, ma si deve essere capaci di dare il proprio posto ad una persona che è arrivata dopo e tornare di nuovo all'ultimo posto. È essere capace non solo di dividere ugualmente qualcosa, ma di dare all’altro la parte migliore. È essere capace di fare il bene a chi ti ha fatto del male. È essere capace di aiutare chi ti ha ferito. È essere capace di perdonare a chi gratuitamente ti ha offeso.

Io so che questo è molto difficile. Anch’io sono molto lontano dal riuscire a vivere in questo modo. Ma non posso tacere! Sono convinto che questo è l'ideale di Gesù Cristo, e di tutti noi che vogliamo essere veri cristiani dobbiamo cercare di concretizzarlo.

Penso che l'unica possibilità che ho per potere realizzare questo ideale di "amare gli altri come Gesù Cristo mi ha amato" è lasciarmi contagiare da Lui. È ascoltando costantemente la sua parola, chiedendo continuamente che il suo Spirito agisca nella mia vita, comunicando sempre all'eucaristia, ricevendo il suo corpo ed il suo sangue, sforzandomi quotidianamente di vincere il mio egoismo anche nelle piccole cose e domandandomi sempre: al mio posto che farebbe Gesù? Ciò manifesta un grande cambiamento: ora la domanda non è più “Cosa mi piacerebbe che mi venisse fatto?”, ma “Che cosa farebbe Gesù?”

Credo che solo così, pian pianino accadrà a noi ciò che è accaduto a Paolo e potremo dire allora: ormai non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me."

Il Signore vi benedica e vi protegga,

Il Signore faccia risplendere il suo viso su di voi e vi doni la sua misericordia.

Il Signore volga il suo sguardo affettuoso su di voi e vi doni la sua Pace.

Fra Mariosvaldo Florentino, cappuccino

Gotas de Paz – 610

Muitas vezes falamos de amor num modo muito superficial. Em nossos dias esta palavra perdeu muito da sua força e as vezes se chama amor até a um simples e passageiro sentimento ou até mesmo a uma ocasional relação sexual.

Seguramente não é deste tipo de amor que hoje nos quer falar Jesus. Ele nos propõe o AMOR no seu sentido pleno, com toda sua força e com todas as suas exigências.

Nós já conhecemos a fórmula: “Ama ao próximo como a ti mesmo.” Esta era a segunda parte do mandamento mais importante do Antigo Testamento. Jesus está de acordo com essa proposta. Já é sem dúvida uma grande coisa amar o nosso próximo do mesmo modo como nós amamos a nós mesmos e fazer a ele exatamente como queremos que nos façam, tratá-lo com o mesmo respeito que queremos ser tratado, e oferecer a ele a mesmas possibilidades que temos nós.

Ter este grau de amor pelos demais é uma grande vitória sobre nosso egoísmo, e isto não é sempre muito fácil. Em nossa vida cotidiana este amor se revela em coisas muito simples, como seria não buscar ter vantagens sobre os demais. Um exemplo muito concreto é respeitar uma fila, sem buscar passar diante de ninguém: assim como não gosto que ninguém se coloque na minha frente porque é injusto, também eu não tenho o direito de fazê-lo. O mesmo nos trabalhos que temos que fazer, e nas responsabilidades civis, no trafico, e na mesa...

Amar aos demais como nos amamos a nós mesmos, em poucas palavras, significa perguntar-se sempre “isto que estou para fazer, se outro me fizesse, como me sentiria?” Ou então diante dos equívocos dos demais perguntar-se: “e se fosse eu o equivocado como gostaria que me tratassem?” Estou seguro que se conseguíssemos viver esta proposta de “amar aos demais como nos amamos a nós mesmos” o mundo já seria muito diferente. Palavras como : “já não se pode confiar mais em ninguém!”; “quem pode mais chora menos!”; “o mundo é dos espertos!” perderiam o sentido.

No fundo esse mandamento tem suas raízes na igualdade de todas as pessoas e a necessidade de respeitar a todos. Ele e é a base da convivência social.

Porém, se não bastaria a exigência deste mandamento: “Ama ao teu próximo como a ti mesmo”, Jesus ressuscitado o renova e o deixa ainda mais exigente. O novo mandamento é: “Amai-vos uns aos outros como eu vos amei.” Agora o critério do amor não é mais nós mesmos. Agora, o critério è Cristo. É Ele, que foi capaz de dar a sua própria vida por nós, que se transforma no critério do amor cristão.

Jesus Cristo nos amou mais que a si mesmo, e por isso foi capaz de dar sua vida. Ele por amar-nos não fez caso a justiça e mesmo sem ter nenhum pecado aceitou ser condenado e morto, para libertar-nos da culpa.

Por isso, como fez Ele, também nós,que nos chamamos cristãos, devemos fazer. Ser cristãos è amar aos demais mais do que amamos a nós mesmos. Ao cristão não basta amar ao próximo como a si mesmo. Ele é chamado a amar-lo como Jesus nos amou. No concreto isto significa, para usar o mesmo exemplo, não só respeitar a fila sem buscar ultrapassar a ninguém, mas ser capaz de dar o próprio lugar a uma pessoa que chegou depois e andar ao ultimo posto de novo. È ser capaz não só de dividir em partes iguais, mas de dar a melhor parte para o outro. É ser capaz de fazer o bem, a quem te fez o mal. É ser capaz de ajudar a quem te feriu. É ser capaz de perdoar a quem te ofendeu gratuitamente.

Eu sei que isto é muito difícil. Eu mesmo mi sinto ainda muito longe de conseguir viver deste modo. Mas não posso calar-me! Estou convencido que este é o ideal de Jesus Cristo, e todos nós, que queremos ser verdadeiros cristãos, temos que buscar de concretizá-lo.

Penso que a única possibilidade que tenho para poder realizar este ideal de “amar aos demais como Jesus Cristo me amou” é deixando-me contagiar por Ele. É escutando atentamente sua Palavra, pedindo continuamente que seu Espírito atue em minha vida, participando sempre mais intensamente à eucaristia, recebendo seu corpo e seu sangue, esforçando-me diariamente por vencer meu egoísmo até nas pequenas coisas e perguntando-me sempre: no meu lugar o que faria Jesus? (Que grande mudança de paradigma: agora a pergunta não é mais O que gostaria que me façam?, mas O que faria Jesus?)

Creio que somente assim, devagarzinho acontecerá conosco o mesmo que com Paulo e poderemos então dizer: “Já não sou eu quem vivo, é Cristo que vive em mim.”

O Senhor te abençoe e te guarde,

O Senhor faça brilhar sobre ti o seu rosto e tenha misericórdia de ti.

O Senhor mostre o seu olhar carinhoso e te dê a PAZ.

Frei Mariosvaldo Florentino, capuchinho.

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